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giovedì 26 luglio 2012

Bari, operazione "multa" il cassonetto abusivo, iniziativa virale

di Giampiero Milone


L’art. 25 del codice della strada, nel disciplinare l’uso della sede stradale, dispone che “I cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo e natura devono essere collocati in modo da non arrecare pericolo od intralcio alla circolazione.”
La disposizione in commento, però, deve essere letta ed interpretata alla stregua dell’art. 68 disp. Att. dello stesso codice della strada il quale stabilisce che “I cassonetti per la raccolta anche differenziata dei rifiuti solidi urbani di qualsiasi tipo di cui all'articolo 25, comma 3, del Codice, devono essere collocati in genere fuori della carreggiata in modo, comunque, da non arrecare pericolo o intralcio alla circolazione.
Su ciascuno degli spigoli verticali del cassonetto devono essere apposti pannelli di pellicola rifrangente a strisce bianche e rosse, per una superficie complessiva utile per cassonetto, non inferiore a 3.200 cm quadrati comunque frazionabili (fig. II.479/a). Le pellicole rifrangenti devono possedere i requisiti colorimetrici e fotometrici stabiliti nel disciplinare di cui all'articolo 79, comma 9. Nelle zone urbane, ove coesistono elevati volumi di traffico e fonti di disturbo luminose o alto livello di luminosita' ambientale, le pellicole rifrangenti devono di norma essere della classe 2 di cui all'articolo 79, comma 10. 
Quando, per conformazione del cassonetto e per disposizione delle attrezzature accessorie, la segnaletica di cui al comma 2 non puo' essere applicata, essa puo' essere sostituita con quattro pannelli ridotti, ciascuno di superficie di 20 x 20 cm in modo da realizzare una superficie totale di segnalazione non inferiore a 1.600 cm quadrati (fig. II.479/b). In questa ipotesi, i cassonetti devono essere ubicati in aree riservate destinate a parcheggio fuori della carreggiata o entro la stessa. 
I cassonetti che non siano dotati della segnaletica di cui ai commi 2 e 3 devono essere ubicati in sede propria. 
Ove il cassonetto venga collocato ai margini della carreggiata l'area di ubicazione dello stesso deve essere delimitata con segnaletica orizzontale conforme all'articolo 152, comma 2.”
Al di là delle considerazioni tecniche, come si evince dal video girato dagli attivisti Davide De Lucia e Fabio Leli, nella città di Bari, i cassonetti destinati alla raccolta dei rifiuti sono collocati nei punti più impensabili dal punto di vista della viabilità.
Clamorosi sono i casi di cui al minuto: 1:30 (strisce blu), 2:03 (marciapiede), 2:11-2:21 (angolo della strada, scivolo per disabili e passaggio pedonale) e 2:50 (strisce gialle per diversamente abili).
L’aumento della densità demografica e le imposizioni europee in ordine alla raccolta differenziata rendono necessari un maggior numero di cassonetti lungo le sedi stradali. 
Sotto tale profilo e data la sua struttura a scacchiera, Bari risente maggiormente del problema in oggetto.
Tuttavia, per ovviare a tale problematica, basterebbe introdurre la raccolta differenziata porta a porta.
Essa, oltre a portare giovamento sotto il profilo della viabilità (es: eliminazione dei cassonetti), renderebbe certamente più salutare la qualità della vita di tutti: uomini, donne e stranieri.
Così come l’alchimista trasforma il piombo in oro, perché non trasformiamo il rifiuto in risorsa? Basterebbe imitare altre civiltà europee.
Ma no! Nessuna alchimia. 
Sarà il Movimento 5 Stelle ad introdurre la raccolta differenziata porta a porta, quando l'onda gialla investirà i cuori di tutti gli elettori; quando, come a Parma, il MoVimento 5 Stelle amministrerà l'amata città di Bari, ossia un'amministrazione di cittadini liberati.

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mercoledì 25 luglio 2012

Il fantastico mondo del contribuente italiano

di Giampiero Milone


L'indagine offre spunti di riflessione in merito al sistema tributario italiano. 

Ai sensi dell'articolo 53 Cost: "tutti sono tenuti a concorrere alla spesa pubblica in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività." Secondo tale disposizione, in Italia vige la necessità ed il concorso di tutti i cittadini alla spesa pubblica a prescindere dalla contro prestazione di servizi.

Inoltre, dall'art. 53 Cost. si evince che il sistema tributario italiano si basa sulla progressività, consistente in un elemento che caratterizza l'imposta, la cui aliquota aumenta con l'aumentare del reddito. Il sistema della progressività si contrappone al sistema della proporzionalità: in esso, è previsto un'unica aliquota sul reddito complessivo.
L'introduzione del sistema progressivo rappresentò il cambio di tendenza verso la democrazia. Esso avrebbe dovuto garantire maggiore equità in merito al contributo dei cittadini. 

In Italia l'Irpef è la principale imposta vigente e, tra gli altri numerosissimi tributi, è l'imposta che produce maggior gettito. L'Irpef trova la sua disciplina nel TUIR, approvato con DPR 917/1986. Ai sensi dell'art. 6 del suddetto TUIR, ai fini della tassabilità, i redditi posseduti dal soggetto devono rientrare in una delle seguenti categorie:

- reddito fondiario; 
- reddito di capitali;
- reddito di lavoro autonomo;
- reddito di lavoro dipendente;
- reddito di impresa;
- redditi diversi.

L'imposta dovuta si determina secondo il principio della progressività in ragione del seguente schema: 

da 0 a 15.001 ~23%; 
da 15.001 a 28.000 -27%; 
da 28.001 a 55.000 -38%; 
da 55001 a 75000 - 41%; 
oltre 75.000 -41%. 

Ció considerato, lo scrivente si chiede per quali ragioni non s'introducono altri due scaglioni: da 75.001 a 100.000 -48% oltre 100.000 -58%. L'introduzione di codesti scaglioni andrebbe a colpire le fasce di reddito elevatissime. Inoltre, si garantirebbe allo Stato maggiore gettito. 

Ma siamo alle solite: le fasce di reddito più alte non si colpiscono e non so spiegarmi la ragione. Ci vediamo in Parlamento sarà un piacere.

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martedì 3 luglio 2012

Bari, fra discariche a cielo aperto e puzza, non è tutto oro quel che luccica



di Giampiero Milone



I proverbi non sbagliano mai: "Non è oro tutto quel che luccica". Per confermare tale detto è sufficiente recarsi a Bari per le strade del quartiere Poggiofranco tra Via Madre Teresa di Calcutta e via T. D' Aquino.

Orbene, per chi non lo sapesse, Poggiofranco è tra i quartieri più "residenziali" di Bari, il quartiere dove da ultima si sta diffondendo la movida notturna con l'apertura di numerosi locali e ristoranti presso la nuova "piazzetta".
Tuttavia, basta spostarsi di qualche centinaia di metri, dalla zona sopra elencata, per comprendere che, nella città di Bari, la pulizia e la qualità dell'aria che si respira non è del tutto salutare per i baresi.
E' intollerabile che in una Città dove si dovrebbe svolgere la raccolta differenziata (così come previsto nel programma elettorale del Sindaco in carica) si possano "ammirare" discariche a cielo aperto con buste, bottiglie in plastica, televisori, mobili e chi più ne ha più ne metta. 

La lista dei quartieri, dove possiamo notare simili disfunzioni, aumenta ove si consideri che tali situazioni di discariche organiche le possimamo trovare anche in altri quartieri: San Pasquale (Via Postiglione, Via Dei Mille e Via Cirillo); e Libertà; sul Lungomare tra Palese -Santo Spirito, altro che odore di mare...

Allora, da libero cittadino, mi sorge spontaneo un quesito: "Ma cosa c'è che non va?"
Da cittadino innammorato della città di Bari, il mio augurio è che da un lato, chi di dovere provveda al più presto a riportare a livelli di tollerabilità la situazione sopra descritta; dall'altro lato, un piccolo rimprovero ai cari baresi: "Per cortesia, comprate palette ecologiche per cani."
Tuttavia, mi chiedo: "Pagando la Tarsu (tassa immondizia o dell'immondizia, come dir si vuole) ho diritto a camminare per le strade della mia città con la possibilità di respirare aria NON FETENTE e di camminare senza dover competere virtualmente con il noto sciatore Alberto Tomba?"
Da ultimo, però, oltre al "zig zagare" si sono aggiunte due nuove attività: il salto in lungo e la respirazione "sub aria" (in antitesi con la sub acquea). 

A proposito, per quel che mi riguarda ho stabilito un nuovo record: ho camminato senza respirare (maglia al naso ndr.) per 5 metri con saltello finale di un ostacolo alto 15 cm e lungo 50 cm. Eh già! l'attività deve svolgersi con una magliettina che stringe le narici... altrimenti sei squalificato dalla partita! 
Ma no! Le competizioni sportive lasciamole a chi di dovere. Io voglio semplicemente raggiungere il mio posto di lavoro respirando aria pulita, camminando regolarmente senza dover "zig zagare" o saltellare.

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martedì 26 giugno 2012

Parma 5 Stelle, il caso Bruni e la disinformazione di massa

di Giampiero Milone

Utilizzare l’aspetto emotivo a discapito della riflessione è una tecnica di persuasione di massa, infatti tale metodo è stato, in queste ultimissime ore, utilizzato con l’intento di creare nell’opinione pubblica l’idea che il MoVimento 5 Stelle sia "uguale" ai Partiti e che i suoi candidati non siano "puri".
 

Al fine di sostenere quanto innanzi dichiarato, occorre esaminare ed analizzare la questione Roberto Bruni.
Roberto Bruni è stato scelto dal Sindaco di Parma Federico Pizzarotti del MoVimento 5 Stelle come Assessore all'Urbanistica, però, immediatamente dopo, ha rinunciato all’incarico per non aver retto alle pressioni, nella fattispecie mediatiche, di
aver avuto alle spalle il fallimento nel 2006 di un'azienda edile, la Thauma Sas, con tanto di procedura chiusa definitivamente un anno fa dal tribunale di Parma.
Per tale ragione i tradizionali mass media hanno qualificato il sig. Bruni come un "fallito", una persona con dei "problemi" bombardando emotivamente i propri clienti - i lettori dei giornali, i consumatori dell'informazione televisiva - cercando di trasmettere il seguente messaggio: “Anche nel Movimento 5 Stelle ci sono le mele marce. Anche il 5 Stelle è uguale ai Partiti.”



Possiamo esaminare l'"emozionalità", o la manipolazione, trasmessa dai mass media verso i cittadini con le parole utilizzate da Karl Marx ne l'Ideologia tedesca. Egli dichiarava che "le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti. La classe che dispone dei mezzi della produzione materiale dispone con ciò, in pari tempo, dei mezzi della produzione intellettuale, cossiché ad essa in complesso sono assoggettate le idee di coloro ai quali mancano i mezzi della produzione intellettuale. Le idee dominanti non sono altro che l'espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee: sono dunque l'espressione dei rapporti che appunto fanno di una classe la classe dominante, e dunque sono le idee del suo dominio."



Quindi le idee dominanti, attraverso i generici e generalisti mass media legati alla partitocrazia, entrano nelle case di ciascuna famiglia e trasmettono il messaggio che il MoVimento 5 Stelle sia "uguale" agli altri Partiti. Ecco perché, l'8 maggio scorso, Beppe Grillo suggerì di evitare completamente di andare in televisione, proprio per evitare l'effetto di identificazione con il marcio presente nell'attuale forma sociale.


Dopo aver esaminato l’emozione che i mass media trasmettono ai cittadini, lo scrivente invita i lettori alla riflessione porgendo le seguenti domande: è più grave lo status di fallito (in un sistema storicamente qualificato come tra i più sovra tassati del mondo) o lo status di ladro e truffatore di fondi pubblici? E' più grave costruire senza permesso oppure finire sul registro degli indagati per disastro ambientale? 

MA V’è DI PIU!


Mentre il sig. Bruni, accusato di esser stato in passato dichiarato fallito, si è immediatamente dimesso dall'incarico di Assessore, molti rappresentanti politici, "i professionisti della politica", se pur coinvolti in scandali finanziari, economici, sociali, alcuni di essi siedono ancora saldamente sulla loro "poltrona". E quando si accorgono che inizia a scottare, si inventano la storia che il Movimento 5 Stelle è populista, qualunquista, demagogo, fascista, comunista, xenofobo, antisemita, etc, etc...


E’ proprio il caso di dire che “quando la volpe all’uva non potè arrivare, si allontanò dicendo che era aspra”, conclamato che il Movimento 5 Stelle non è né un Partito, né cercherà mai alleanze politiche.
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